giovedì 9 gennaio 2014

Ritorno alla normalità

L'Epifania che tutte le feste si porta via, e dicono che sia una festa molto triste.
Invece per me, strano a dirsi, è arrivata anche con un po' di sollievo.

Sono state due settimane che sono sembrate un mese, tra pranzi e cene e viaggi, forse anche perché sul più bello la sottoscritta ha ben pensato di prendersi la gastroenterite. Il 2013 sarà ricordato come l'anno delle gastroenteriti, che mi hanno infestato dall'inizio alla fine.
Non entrerò nei dettagli ma vi confesso che sono una delle poche italiane ad aver perso peso e digiunato tra il 24 e il 26 Dicembre.
Quindi un Natale molto bello, in cui Lucia ha per la prima volta spalancato gli occhi alla vista dei regali sotto l'albero e tutti se la sono spupazzata e l'hanno riempita di complimenti. Ma anche un Natale che è terminato con me sul divano in stato febbricitante e Stefano che preparava riso in bianco per tutti e tre.
Poi c'è stata la settimana a Rapallo, quasi una tradizione ormai, che quest'anno è stata un po' meno esaltante del solito per colpa di un tempo schifoso. Pioggia, vento, raffiche. La spiaggia dove a Novembre Lucia aveva giocato con i sassolini e il secchiello era ricoperta di legno e detriti delle mareggiate dei giorni precedenti.
La casa che avevamo affittato era al quinto e ultimo piano con una bella vista aperta sul Golfo del Tigullio. Molto spettacolare, e molto esposta al vento e al maltempo. Romantico e un po' emozionante addormentarsi con il vento e la pioggia che battono sui vetri.
Ma nonostante la pioggia, Lucia non si perde mai d'animo, e in questo diluvio infinito ha scoperto la mantellina, gli stivali e l'ombrello rosa di Minnie, con i quali scorrazzava al mercato e sul lungomare come se niente fosse. Noi, in compenso, tornavamo a casa con i cappotti infradiciati e le calze zuppe, ma se non altro la pupa era protetta.
C'è stato anche tempo per una gita all'acquario di Genova, dove Lucia si è innamorata dei delfini e soprattutto dei pinguini, o come dice lei "i pinguini di Mary Poppins" (e poi balla)



Lunedì mattina abbiamo assistito alla piccola cerimonia di arrivo della Befana, che a Rapallo arriva dal mare, e poi siamo tornati a Lugano.
Pensavamo alla tristezza del rientro, il pensiero del lavoro, la noia dei bagagli, lo sconforto del frigo vuoto, e invece non c'è stato niente.
Siamo arrivati nella nostra casa calda e Lucia ha iniziato a ballare di gioia alla vista di tutti i suoi libri e i suoi oggetti familiari.
Abbiamo disfatto le valigie, caricato un paio di lavatrice, sistemato in frigo e freezer le scorte di sughi e pasta per i prossimi mesi. Abbiamo fatto un bagnetto a Lucia e abbiamo scaldato il pollo e patate che avevamo comprato in rosticceria la mattina.
Ci siamo goduti la cena con pollo, patate e focaccia ligure ancora un po' tiepida. Il pensiero di essere tornati a casa, alla routine, alla normalità, ha avuto tutt'a un tratto un'aria confortante e rassicurante.
È bello vivere da zingari e non stare mai fermi un attimo, ma il ritorno alla normalità a volte è quasi meglio.

PS: Quest'anno evito i vari pronostici/riepiloghi dell'anno vecchio e l'anno nuovo. Ormai non mi aspetto più niente dal futuro e non ho più intenzione di riguardare il passato con occhi malinconici. Vivo il presente e tutto il resto non mi interessa.

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