martedì 21 gennaio 2014

Viva i romani

Poco più di 24 ore a Roma, lo scorso weekend.
Sui motivi non sto a raccontarvi, che sono strettamente personali.
Però siamo stati piacevolmente stupiti di viaggiare in treno con Lucia, che si è molto evoluta rispetto a qualche mese fa. Ora sta seduta sulla sua poltrona o in braccio, sfoglia un libro, guarda fuori dal finestrino tutta interessata e soprattutto, fa delle lunghe dormite cullata dal caldo abbraccio dell'alta velocità. Io e Ste abbiamo avuto tempo di leggere i nostri libri, berci un the, chiaccherare, il tutto mentre lei russava al nostro fianco o sfogliava uno dei suoi librettini. Una pacchia, insomma. Voi genitori là fuori che temete di non fare più viaggi lunghi a causa della prole, sappiatelo, c'è una speranza all'oizzonte.
In queste 24 ore a Roma, comunque, ho scoperto una cosa incredibile.

Sapete quando vi raccontavo che a Lugano sono tutti carini e affabili con Lucia, che la gente in Svizzera è cordiale e aperta, mentre invece a Milano non se la fila nessuno, ognuno triste per i fatti suoi, e che io sostenevo fosse colpa della grande città rispetto alla cittadina?
Mi sbagliavo.
Purtroppo, e lo dico da milanese, è colpa di Milano.
Eravamo a Roma, una metropoli, e la gente era completamente diversa.
Dai il merito al clima solare e piacevole, all'aria più rilassata e profumata di primavera persino a Gennaio, al profumo dei cornetti che si sprigiona nell'aria. Non lo so.
A Roma la gente fermava Lucia per strada, la salutava, la riempiva di complimenti. I camerieri la chiamavano "pupa" e le facevano le carezze. Le signore le dicevano "quanto seibbella!".
Noi eravamo allibiti e contentissimi. Credevamo che fosse un problema dell'Italia e invece, porca miseria, è la grigia e fredda Milano a incassare il colpo.
Viva i romani che adorano le pupe.

1 commento:

Pellegrina ha detto...

Essendo nata a Roma da mamma milanese confermo che i bimbi piccoli sono molto coccolati e apprezzati. Dirgli bello o bella è una formula di cortesia minima :-). Sulla cordialità e l'apertura beh, un po' dissento. Lì per lì il romano può apparire aperto e vivace, ma è fondamentalmente egoista, diffidente e menefreghista. Spesso per ignoranza. Gli altri proprio non li vede, non parliamo poi se c'è un minimo vantaggio da sfruttare. Me ne son accorta vivendo in Francia, di che differenza abissale ci sia.
sai che il tuo captcha ogni volta è un indovinello della sfinge?

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