mercoledì 12 febbraio 2014

Quando C è meglio di B

In Svizzera essere persone di serie C è meglio che essere persone di serie B.
Ebbene sì, ci ha provato anche la sottoscritta.

Compilato moduli, inoltrato richieste.
Tutto è iniziato con una gradevolissima visita al Tribunale di Como per farmi dare un certificato penale in cui veniva confermato che la sottoscritta ha la fedina penale linda e pulita.
A questo è seguita la richiesta dello stesso documento da parte del tribunale di Lugano.
Avere entrambi i pezzi di carta in mano, per una rinomata malandrina come ALittaM, è stato un momento di pura emozione. E anche di soddisfazione per tutte quelle volte che ho passato la frontiera con più di mezzo chilo di vitello nel bagagliaio, e l'ho fatta franca.
Poi ho litigato per l'ennesima volta con la macchina per fototessere della Migros, quella che ha un computer programmato per scattare foto che corrispondono alla severa norma per le fototessere ufficiali svizzere. Una macchina che ti cazzia se hai il volto troppo in alto, o in basso, o gli occhi non allineati con la sua mascherina, o sorridi, o se non sorridi. Quella che ogni volta che vado a farmi le foto mi sento in ansia da prestazione, e allora mi trucco e mi pettino per benino e mi metto i vestiti eleganti, neanche fossi a un primo appuntamento.
Sono stata convocata dal comune di Viganello, dove un gentilissimo ufficiale che assomigliava a Big Jim in divisa blu mi ha chiesto vita morte e miracoli, ma soprattutto i dettagli pecuniari, ovvero quanto guadagno io, mio marito, quanto pago di affitto/mutuo, leasing auto, cassa malati, assicurazione, asilo nido, luce, telefono, pastasciutta (ok, quest'ultima no, ma tutte le altre me le ha chieste).
Poi ho aspettato un paio di mesi e mi ha convocata la Polizia. Lì, in un bell'edificio in centro a Lugano che ricorda un po' Alcatraz e un po' un palazzo governativo degli Hunger Games, ho subito la stessa serie di domande, da un gentilissimo poliziotto che aveva le pareti dell'ufficio tappezzate di foto e segnalazioni di graffiti, perché a quanto pare c'è un ufficio della Polizia Luganese dedicato alla caccia spietata ai writer. E anche lì hanno voluto sapere ogni mio dettaglio e segreto. Al che io ho reagito come il bimbo ciccione dei Goonies:


Dopodiché ho atteso, controllando la posta con ansia ogni mattina, per quasi un mese.
E oggi è arrivato, il frutto delle mie fatiche burocratiche e degli oltre cinque anni di dura convivenza con lo stile di vita ticinese.
Il Permesso C.
Evviva!
Questo weekend festeggiamo da vera famiglia quasi-svizzera: una sana fondue chinoise ad un grotto nel luganese.

1 commento:

Fosca Roux ha detto...

Anche le macchinette per le foto sono maniache della precisione...
perchè in der Schweiz la precisione è tutto!

:)

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