lunedì 26 maggio 2014

Il sonno é un accessorio



La gente sottovaluta la maternità come scuola di vita. Tutti parlano della gioia di avere un bimbo tra le braccia e dell'amore che si prova per i propri figli, ma nessuno ti spiega mai che, se hai avuto un bimbo, impari che di certe cose te ne freghi, e che di altre puoi anche fare a meno.

Ad esempio, del sonno.


Io giovedì sera sono stata a Milano per lavoro. Un evento da preparare, fotografare, organizzare, dal quale sono uscita come sempre esaltata e soddisfatta (una foto della serata qui sotto):




Ovviamente, le ore sono volate, e prima che me ne rendessi conto ero a letto, a casa, e l'orologio diceva 02.59.

La mattina dopo mi aspettava un corso da 9 ore interamente dedicato alla lettura veloce e alle tecniche di memorizzazione. Un tempo mi avrebbe preso il panico, al pensiero di presentarmi in classe con solo 4 ore di sonno sulle spalle. Avrei passato la giornata a mugugnare, bevendo litri di orrendo caffé delle macchinette, sognando il momento in cui il letto mi avrebbe accolto la sera.

E invece non è stato per niente male. Certo, la stanchezza c'era, e i momenti in cui durante le prove di lettura veloce mi si è incrociata la vista sono stati non pochi, ma nell'insieme sono arrivata a casa la sera tutta d'un pezzo. Il merito è tutto della maternità.

Dopo che hai passato tre mesi con una neonata che vuole la tetta ogni due ore, giorno e notte weekend inclusi, la carenza di sonno non ti fa più paura. Dopo che hai avuto nel letto una bimba col febbrone, o che hai ripulito per quattro volte un lettino di una bimba con la gastroenterite, il sonno è una cosa di cui, all'occorrenza, hai imparato a fare a meno. Il sonno è un accessorio. La maternità ci trasforma in superuomini ai quali basta un doppio caffè per ritornare in forze.

E non siamo soli. Entrando in aula ho detto a un mio compagno "Scusa se sono strana oggi, ma ho dormito dalle 3 alle 7." e lui mi ha risposto "Non c'è problema. Anche io sono distrutto. Il mio bimbo mi ha tenuto sveglio dalle 3 alle 7."

Genitori là fuori, stringiamoci in un caldo abbraccio di solidarietà.

PS: Venerdì sera, alle 21.30, davanti a una puntata di Sherlock, la mannaia del sonno arretrato è calato su di me, trascinandomi in uno stato comatoso. Dicono che abbia russato come un vecchio tricheco.

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