lunedì 16 giugno 2014

Il primo cupping non si scorda mai



Si chiama coffee cupping, e altro non è che la pratica di assaggio del caffè.
Mi aggiravo con aria incuriosita al World of Coffe di Rimini, la settimana scorsa, cercando di imparare l'arte del cupping.
Ai miei occhi sembrava una sorta di rituale: tazzine disposte in ordine su un tavolo, acqua calda, cucchiai e piatti dalla forma speciale.
Gente che compiva movimenti ben studiati, smuoveva il caffè con gesti precisi, assaggiava il liquido risucchiando rumorosamente e sputandolo con discrezione in un bicchiere. Segnava le note su un foglio.
Ho preso il coraggio a quattro mani e mi sono armata di cucchiaino da assaggiatore. Mi sono avvicinata al bancone di Mare Terra e ho chiesto aiuto alla ragazza dietro al banco.

"È la mia prima volta," mi sono giustificata, nel caso commettessi degli errori imperdonabili.
Mi guardo intorno. Il caffè è stato lasciato in infusione con acqua bollente per qualche minuto. Si è formata come una schiuma in alto, che gli assaggiatori rompono gentilmente col cucchiaio. Annusano la tazza intensamente. Poi un addetto rimuove la schiuma con due colpi ben assestati di cucchiaio, e inizia l'assaggio.
Il risucchio con cui i veri esperti si cacciano in bocca il caffè è fortissimo, risuona come una sgommata di un motorino. Eppure funziona.
"Vieni, ti faccio vedere come fare." una delle assaggiatrici mi prende la mano e mi porta davanti a una delle tazze ancora intatte. La mia insicurezza di fronte al tavolo degli assaggi deve averla intenerita.
Mi invita a mettermi con la faccia sulla tazza e mi fa vedere come rompere la schiuma.
"Devi annusare, sentire tutti gli aromi che il caffè sprigiona e cercare di identificarli."
È come sforzare un muscolo poco allenato. Chiudo gli occhi e sento cioccolato, terra, tabacco.
"Ora ne prendi un po' sul cucchiaio, e fai così." slllluurrp!



Ci provo. Non devo avere fatto troppo schifo, perché vedo un sorriso soddisfatto. Mi ricordo dei tempi in cui imitavo i giapponesi ai ramen bar risucchiando il brodo e gli spaghetti, alla faccia del bon ton che mi avevano insegnato.
"Esatto. Ora lo sputi nel bicchierino che hai in mano, e cerchi di identificare i sapori."
Ecco, qui commetto il mio primo errore. Non sono capace di sputare. Ingoio quello che è un godurioso sorso di caffè fresco ed aromatico, e non me ne pento minimamente.
"Ora continua con tutti gli altri. Annusa, assaggia. Diventerai una esperta in poco tempo."
Ecco, la mia prima volta a un cupping me la voglio ricordare così. Una signora gentilissima con i lunghi capelli neri e l'accento spagnolo che mi ha preso la mano e mi ha fatto vedere cosa fare, come fossimo amiche da sempre.



Ho assaggiato nove caffè nei seguenti dieci minuti. Non ne ho sputato neanche uno. Alla fine del giro di assaggi ero in lieve overdose da caffè, ma stavo benissimo.
Ho provato ad identificare gli aromi e i sapori e ho sentito nocciola, cioccolato, scorze di agrume, fiori, frutta, miele. Alcuni caffè mi sono sembrati identici l'uno all'altro, altri mi sono rimasti impressi chiaramente.

Intorno a me gente che girava di postazione in postazione, assaggiando con risucchio sonoro e sputando con aria professionale.
Mi è tornata in mente la prima volta che le mie papille gustative si sono trovate a contatto con una IPA e una California Common. Ero a Rimini anche in quel caso.

Lo prendo come un buon segno per l'inizio dell'avventura.

1 commento:

Pellegrina ha detto...

Bello assaggiare, sempre. Solo a bere 10 sorsi di caffè sarei andata in overdose come fosse cocaina, anziché caffeina... sono dopata naturalmente temo...

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails