martedì 8 luglio 2014

Cenerentola

Continua la mia avventura della serie "Disney rivisto da adulti".
Ho iniziato qualche tempo fa distruggendo, ahem, analizzando "Il Libro della Giungla", che per me fa acqua da tutte le parti e finisce per innervosirmi.
Passiamo ad un altro mostro sacro dell'infanzia di chiunque: Cenerentola. Diciamolo subito, sotto molti aspetti si tratta di un film strepitoso. Disegni che sono opere d'arte, animazione ben fatta, personaggi ben caratterizzati, stacchi comici che fanno ridere anche se li vedi molte volte.
Eppure...


Eppure ve lo dire: è un film DISEDUCATIVO.

Diseducativo perché insegna che i topi che infestano le vecchie case sono tuoi amici, e li puoi vestire col cappellino e la giacchetta per renderli meno schifosi. E i piccioni e i passerotti sono dolci animali da accudire, e non dei portatori di malattie. (ci penserà anni dopo il film Enchanted a fare capire quanto orribile sia la stessa scena dal vivo)
Diseducativo perché (e qua viene fuori la femminista che è in me) insegna alle bambine a pulire il pavimento e fare il bucato, e farlo cantando. Lucia a volte si mette a strofinare il pavimento con uno straccio e mi dice "io puliscio (sic!) il pavimento come Cenerentola." grazie, papà Disney.
Le canzoni sono mielose e sdolcinate, lente e soporifere. "I sogni son desideri"? Davvero? No grazie.
Diseducativo perché ti illude che se vittima di ingiustizie di basta un po' di speranza e di culo e le cose si aggiusteranno. Basta sperare che un giorno arrivi il principe a portarti via. Ecco, va bene la speranza, ma un attimo più di carattere non farebbe male.
Cenerentola è una smidollata, una passiva, gentile e beneducata fino alla nausea. Pensateci bene: tutto quello che le succede lei lo subisce passivamente, che sia buono o cattivo. Gli uccellini e i topini le fanno il vestito, le sorelle lo rovinano, la fata glielo rifà, la matrigna la chiude nella stanza, i topi la liberano. Lei aveva solo un compito, quello di tornare entro la mezzanotte e non fare casino, e fallisce miseramente.
Il principe è un ebete, affascinato dalla bella ragazza nel vestito tanto da dimenticarsi di chiederle come si chiama, da dove venga, di chi sia figlia, dove abiti. Un cretino. L'unica persona in tutta la famiglia reale con un po' di polso è il re, e posso già immaginare quando Sua Maestà verrà a mancare cosa accadrà: un regno in mano a un imbecille che ama solo andare a caccia e fare la bella vita.
Lady Tremaine e le sue figliastre sono la vera anima della storia, e alla fine ti restano in mente e nel cuore molto di più di quella gnagnerosa di Cenerentola. Certo, vorresti prendere a sberle una e a calci l'altra, ma vuoi mettere la faccia di assoluto stupore della matrigna quando Cenerentola infila la scarpetta di cristallo?


Una domanda resta. Ma quando Cenerentola diventa regina... secondo voi... le avrà mandate tutte e tre al patibolo? Ai lavori forzati? Ah, no, giusto, perché lei è Cenerentola e ha la bontà nel cuore.
Cheppalle.

2 commenti:

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

"un regno in mano a un imbecille" uahauahauahauha mi hai fatto ribaltare!

Pellegrina ha detto...

La mia mamma non mi ha mai raccontato Cenerentola perché diceva esattamente come te che era diseducativa. Al punto che il film di Disney non l'ho mai visto. Però, se ti va, prova-te ad ascoltare la Cenerentola di Rossini, magari con Lucia Valentini come protagonista: ti assicuro che è tutt'un'altra musica, divertente tra l'altro (e mi sa che la trovi pure in biblioteca, magari in dvd).

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