giovedì 23 ottobre 2014

Le Dr. Martens


Momento nostalgia.
Fine anni '90, quando a Milano si trovavano solo in via Torino oppure dovevi andare a Londra a comprartele.
Quando al liceo tutti quanti mettevano le Stan Smith bianche con sopra i 501, maglietta di Fiorucci per le ragazze e polo Fred Perry per i ragazzi.
La Milano bene degli anni '90.
E c'erano quei pochi che invece se ne sbattevano di quello che mettevano tutti gli altri... anche a costo di essere chiamati sfigati.

Che poi però ti guardavano di sottecchi con un po' invidia. Perché con le Dr. Martens ai piedi diventavi una specie di supereroe. L'abito faceva l'uomo. Non eri più una diciottenne della Milano bene, oh no. Eri un punk londinese. Eri uno dei Clash. Eri degno di Trainspotting (che poi la peggio droga che ti eri mai fatta era una birra media, ma vabbeh). Camminavi con quel passo deciso che solo le Dr. Martens ti sapevano dare.
C'era chi le comprava modello hippie, con i fiorellini e i graffiti. Tu no, eri dura e pura, e ne avevi due paia. Nere classiche e rosso scuro ancora più classiche (che, ti renderai conto più tardi, facevano molto skinhead). Le mettevi a oltranza fino a che non cadevano a pezzi, e poi ne compravi un altro paio. Identico.
E i piedi ti facevano un male cane, perché nessuno te lo dice ma le Dr. Martens ci mettono una vita ad ammorbidirsi, e di solito fa prima a cambiare forma il tuo piede piuttosto che la scarpa. Ma il callo sul tallone da portatore di Dr. Martens è una ferita di guerra, da portare con orgoglio.

E poi...
E poi passano gli anni. La vita da studente cede il posto alla vita da ufficio. Entri nel mondo delle ragazze con i tacchi, le ballerine, tutt'a un tratto va di moda la donna alla Sex and The City.
Compri un paio di scarpe da donnina anche tu, e anche quelle ti fanno male ai piedi, ma è un male diverso. Non è la stessa cosa. E il passo di una donna con tacchi alti non è minimamente paragonabile all'incedere sicuro e deciso di una donna con un paio di Dr. Martens.
Poi arriva un giorno e dal fondo dell'armadio ricompaiono loro. Uguali a come le avevi lasciate. Relativamente nuove. Solo con un po' di polvere. E ti dici "ma chissenefrega dei tacchi. delle scarpe da donna. che poi, cosa mi significa da donna? qualsiasi scarpa è una scarpa da donna, se la mette una donna."

Ricomincia così, con un motto di orgoglio improvviso.
Le rimetti, le riallacci, fai due passi.
Fanno male, all'inizio, poi si ammorbidiscono.
E via così.
Il mondo là fuori è duro e io lo affronto con le Dr. Martens ai piedi.

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