martedì 1 settembre 2015

Alittam.com

Ed eccolo qua, il nuovo blog.

www.alittam.com

Ci sono ancora delle cose da sistemare, qualche parolina in più da scrivere, ma è pronto per essere usato.

Ho inaugurato anche una nuova categoria, le gallerie fotografiche, dove ripescherò scatti degli anni passati per farveli ri-scoprire.

Aggiornate i vostri bookmark! :)

Ale

lunedì 24 agosto 2015

Trasloco in corso

Annunciazione annunciazione! Dopo quasi dieci anni questo blog fa i bagagli e si sposta in un dominio tutto suo.

Si riparte con una nuova grafica e nuovi contenuti!

Siete pronti ad aggiornare i vostri bookmark?

www.alittam.com

In arrivo il 1 Settembre 2015 :)

martedì 11 agosto 2015

Il gusto dei tre-quattrenni

Chi ha bambini dai 2 ai 4 anni lo sa.
Il mangiare è una roulette russa.
Perché fino a due anni, due anni e mezzo, i bambini sono (di solito) la gioia di tutti i nutrizionisti. Mangiano di tutto e in porzioni abbondanti. Si sfondano di verdura, pasta, carne, pesce, frutta, come se niente fosse.


Poi...
Poi iniziano.
Un giorno quello non piace più. Il giorno dopo anche quell'altra cosa non piace più.
Le prime ad andarsene dalla lista sono le verdure.
Poi compaiono le cose malsane.
I dolcetti, i biscotti, i succhi, la pizza.
I wurstel e il ketchup, mortacci loro.


E quindi a un tratto di trovi così, come noi, con un bambino che è una accozzaglia di gusti, un interessantissimo quadro stile Mondrian di accostamenti senza un perché. Sintomo della sua personalità che va man mano formandosi, certo, ma a volte anche noi ci stupiamo dei gusti di Lucia in fatto di cibo. Ve ne dico alcuni.


Il cioccolato le fa schifo.
Il formaggio le fa schifo.
E già da questi due punti, per una bimba nata e cresciuta in Svizzera partiamo malissimo.
Il latte le piace tantissimo, tanto che ne berrebbe interi bicchieri.
Lo yogurt a volte.
Mangia i ceci come fossero caramelle, uno ad uno pescati dal piatto con le mani.
Le patate in ogni forma, lesse con olio e sale, a purè, e ovviamente fritte. Una specie di dipendenza da patate. In questo è molto svizzera.
Spazzolerebbe intere scatole di Corn Flakes, ma NON gli Special K (sia mai!)



La fase proteica: mangerebbe qualsiasi esemplare del mondo animale, se cotto alla griglia e infilato su un bastoncino.
Spazzola il mio piatto di costine quando persino io getto la spugna perché sono troppe.
Gli spaghetti solo in bianco o al pesto.
Non ci sono mai abbastanza tortelloni di magro con sugo di pomodoro, può mangiarne due porzioni da adulti.
Noci sgusciate a manciate, ma niente mandorle, nocciole o noccioline.
Succhi di frutta a volontà ma totale raccapriccio per le bibite gassate.
Ai wurstel e salsicce dice sempre sì (alla faccia della salute).
Le schifezze che chiede sempre: il plumcake e le patatine chips (o come dice lei, "le patatinecip").
Le Sugus sì, gli orsetti Haribo fanno schifo.
Se trova una foglia di verdura appiccicata al cibo la toglie puntigliosamente, eppure si spazzola grandi fette di torta salata con gli spinaci senza battere ciglio.
La pasta coi broccoli è una sua grande passione.
Adora la pizza ma le fanno schifo i pezzetti di formaggio solidificato che penzolano dalle fette di pizza. Tu prova a spiegarglielo, che è lo stesso formaggio che trovi sopra la fetta. È inutile.
In compenso, il pesce al forno o alla griglia è una sua passione e anche di quello potrebbe farne fuori interi allevamenti.


L'inatteso lato sano: frutta come se non ci fosse un domani. Mirtilli, albicocche, mele, banane, pesche pere, fragole... Qualsiasi tipo di frutta lo adora e ne mangerebbe fino a star male.
Il pane, suo grande amico. Spesso e volentieri Lucia sceglie di saltare la cena e di cenare con del pane e tanta frutta.


Anche voi avete bimbi con gusti indecifrabili?

lunedì 10 agosto 2015

Metti una sera al Pardo

Dire che amo il cinema è dire poco. Non c'è un momento della mia vita in cui un film non sia stato parte integrante di quello che vivevo.
Ho passato la mia adolescenza a consumare voracemente film di ogni tipo, in cassetta o al cinema, con amici, genitori, parenti, anche da sola. Ho appeso poster, seguito cerimonie, guardato documentari sul dietro-le-quinte, ascoltato colonne sonore.
La prima cosa di cui abbiamo parlato io e Ste, prima ancora di metterci insieme, è stata un Cineforum di Milano. Mi sono laureata in Storia del Cinema, e uno dei miei primi lavori è stato per una casa editrice che pubblicava libri sul cinema.
Potete capire, quindi, la mia emozione quando quest'anno ho avuto la fortuna di poter partecipare all'inaugurazione del Festival del Film di Locarno.
La conversazione che ha portato alla mia partecipazione è andata più o meno così:

D: "Ciao Ale, vorresti andare a nome nostro all'inaugurazione del Festival di Locarno? Ci hanno invitato"
A: "Certo, che bello, adoro il cinema!"
D: "Ottimo, perché sarai sul red carpet a pochi centimetri di distanza da Edward Norton"
A: (sviene)




E così mercoledì scorso è stata la grande serata.
Mi sono armata di trucco e parrucco.
Vestito a stampe etniche retro preso da H&M (questo), ballerine in satin dorate (sempre H&M), una borsa strepitosa di Stella McCartney regalatami dalla dolcissima Alice anni orsono (questa) e ovviamente un insieme di gioielli vintage di famiglia tra cui collane d'argento africane, bracciali d'oro a forma di foglia e grossi anelli d'ambra.
Insomma, sembravo pronta per un red carpet del 1971.

Io e Ste arriviamo a Locarno ed è tutto stranissimo. Piazza Grande gremita di gente. Transenne, security, folla di vario tipo. Un sacco di gente che va e viene. Mi danno il badge.
Oh mio Dio, il badge dell'addetto stampa per un red carpet.
Muoio.



Ripenso alla me stessa di tredici anni, che guardava e riguardava ossessivamente la registrazione della Notte degli Oscar, e vorrei dirle che dai, non è proprio la notte degli Oscar, ma ci sei arrivata paurosamente vicina a coronare il tuo sogno.



Segue una mezz'ora di puro divertimento: mi piazzo tra i fotografi, sfodero il mio telefonino, attendo il momento ed eccolo lì, Edward Norton in carne e ossa, a meno di un metro da me.
Freno l'istinto di scagliarmi in mezzo al red carper e gettarmi addosso a lui. Non sarebbe professionale.

In compenso mi godo lo spettacolo dei paparazzi che cercano di portarsi a casa un ritratto. Io nel mio piccolo sono riuscita a scattargli qualche foto più che decente, e sono soddisfatta.


Mi siedo in Piazza Grande e assisto a cerimonia e film di inaugurazione (Ricki and the Flash) seduta nella comoda sezione stampa/VIP. Mi sento come sempre un pesce fuor d'acqua, ma non lo nota nessuno. In queste situazioni temono tutti di avere accanto qualcuno di famoso e di non averlo riconosciuto, e quindi mi basta darmi un minimo di tono per mischiarmi alla perfezione con l'ambiente.



Spero che da qualche parte ci sia una giornalista che si chiede in quale film comparirà quella buffa ragazza con il vestito colorato che ha visto la sera della prima.


Finita la serata, io e Ste torniamo alla macchina mangiandoci un cono gelato, come quando si tornava a casa dai "diciottesimi" al liceo e si andava a festeggiare ordinando panini da McDonald in abito da sera. Ci sentiamo incredibilmente esaltati da questa serata di stelle e paparazzi, e parliamo degli anni passati al Cineforum del Don Bosco a Milano, i primi anni in cui stavamo insieme, l'appuntamento fisso della settimana a strappare biglietti di ingresso e poi infilarci in sala a guardarci anche noi il film.
Potete vedere nei nostri sorrisi ebeti quanto ci è piaciuta come serata!



Quando dico che amo il cinema non mento. Ogni bel ricordo della mia vita è in qualche modo collegato a un fim. E ora ne ho aggiunto un altro.

E da questa serata è nato il mio ultimo articolo su Newlyswissed: 10 Things I Learned at Locarno Film Festival

lunedì 3 agosto 2015

Ritorno da Creta

14 giorni lontano dal mondo.
Nelle spiagge remote di Creta, dove il mare è azzurro azzurro e le cicale cantano da mattino a sera.

Siamo ritornati, noi tre, pieni di sabbia, salsedine, macchie di crema solare sui vestiti e totalmente disabituati a portare vestiti o scarpe.
Una specie di Robinson Crusoe.

Ora tutti voi altri siete partiti, lo leggo dai vostri social.
Noi invece ci godiamo due settimane di lavoro ascetico, quando nessuno ti chiama e ti telefona, pronti a riprendere il ritmo per Settembre.
Lucia parcheggiata dalla nonna, che oggi compie gli anni (auguri madre!) e verrà festeggiata con aperitivi, grigliate, bottiglie di vino e cose del genere.

Io di nuovo nel mio ufficio in torrefazione, con una montagna di lavoro arretrato che, invece che spaventarmi, mi rende felice. Sento il cervello che si riavvia, come un disco rigido alla fine di un lungo ciclo di defrag (paragone da nerd e un po' anni Novanta, ma molti capiranno).

Ho tanti post da dedicare a questa vacanza.
Uno su Creta in generale, perché mi sono innamorata di quest'isola. Uno sul posto in cui abbiamo alloggiato. Uno sulle spiagge che abbiamo visitato. Uno sui bambini al mare. Uno sul viaggio. Uno solo dedicato al cibo greco, e in particolare a quello cretese. Li sto scrivendo tutti nella mia testa sperando di non perderli nei prossimi giorni.

Ho anche delle idee per dare una botta di vita a questo blog, fargli un po' di sano restyling, portarlo nella direzione in cui avrei sempre voluto portarlo. Spero che questi giorni di Agosto portino consiglio.


lunedì 13 luglio 2015

Le latitanze estive

Le latitanze estive sono sempre giustificate.

Perché vuol dire che, se il blog langue, la vita ribollisce.

1) Rimini 2x
Due weekend uno dopo l'altro a Rimini. Perché abbiamo scoperto che a Lucia piace tantissimo Rimini e la Riviera Romagnola. E anche noi abbiamo scoperto, con nostra grande sorpresa, che nonostante il mare inguardabile (eh dai, poverino) tutto il resto è fenomenale.
Fenomenale il cibo, dal pesce alla piadina al sugo.

 

Fenomenale la sabbia, fine e setosa e piena di conchiglie, granchi e altri tesori che ci piace collezionare.



Fenomenale la spiaggia. Ombrelloni con lettini larghi, comodi, tanto spazio tra te e il vicino, completo e totale relax. Noi siamo abituati alla Liguria, signori, dove il mare è un rettangolo di telo steso gomito a gomito con quello del vicino, su una spiaggetta di ghiaia ispida. In Romagna no, in Romagna ognuno ha l'equivalente di un bilocale come spazio sotto l'ombrellone.


Fenomenale l'hotel. L'albergo tre stelle al quale mi sono affezionata durante le settimane di fiera invernali è diventato l'albergo delle vacanze in famiglia.

Fenomenale la gente: un'accoglienza e una gentilezza e disponibilità che ogni volta mi stupisce.
Fenomenale Lucia, come sempre, che diventa un pesciolino quando si butta in acqua e impara a sguazzare e a giocare con la sabbia. Le ho insegnato a mandare le cartoline e ora è esaltatissima al pensiero di scrivere una cartolina ad amici e parenti ogni volta che andiamo in vacanza.
Fenomenale la nonna che sta una settimana con la pupa al mare, sole solette, a viziarla e godersi la vita.


Nel mezzo ovviamente anche le cose meno fenomenali: il ritorno in un treno rovente senza aria condizionata (nel giorno più caldo dell'anno, ovviamente), i problemi familiari che spostano le date di rientro un po' prima del previsto, il caldo in città che aggredisce la mente come una cappa di piombo e blocca il pensiero.

2) Expo
Perché ovviamente, con la pupa in vacanza, cosa potevamo fare io e Ste se non la cosa più ragionevole da fare in un giorno con 40° all'ombra?
Esatto, l'Expo.
Di nuovo.


Con tanto di grill burger di bufala sotto il sole e mezz'ora di fila per entrare nel padiglione degli Emirati Arabi (un consiglio: merita tantissimo. E alla fine vi danno un delizioso caffé al cardamomo).

Non solo: padiglione della Germania che come sempre vuole fare la prima della classe, e ci riesce.
Ma anche, la foresta dell'Austria, il vento caldo del Marocco (che era comunque più fresco della temperatura all'esterno del padiglione!), la coda di 15' al padiglione della Coca Cola soltanto per vedere il quadro di Andy Warhol.
Il Future Food District che sembra uscito da Gattaca.
Ma anche: le suole delle mie espadrillas che diventano roventi sull'asfalto, i quasi 4 litri di acqua bevuti nella giornata, la testa infilata sotto la fontanella prima di affrontare il ponte verso il parcheggio sotto il sole cocente.
Ammettiamolo, l'Expo è fatica e sofferenza, ma è anche molto esaltante.

3) Lido di Lugano
Ancora e ancora, ogni giorno del weekend è dedicato al Lido di Lugano. 
Perché con 33° la nostra casa è un forno invivibile (grazie, pareti di vetro ovunque). 
Perché la vita è molto più bella se spalmati sotto un tiglio sul prato. 
Perché quando arrivano gli amici da Milano non ci credono, che varcate le porte di legno rosse ci sia un altro mondo fatto di crema solare, succhi di frutta, sabbia e tuffi. 


Perché il lago è straordinariamente limpido e fresco in queste giornate e ti fa sentire quasi al mare. 

Perché abbiamo scoperto che adoriamo i pic nic, che a preparare una insalata di riso, due sandwich, verdura e frutta fresca e un sacchetto di patatine non ci si mette niente, e la goduria di mangiare seduti al fresco è impagabile.

Perché nonostante io non ci credessi, ti puoi scottare col sole anche a Lugano, anche con la crema, e mettersi il doposole nel salotto di casa propria ti fa capire quanto è bella Lugano d'estate.

E in mezzo lavoro lavoro, tanto lavoro, partire presto la mattina e tornare tardi la sera, problemi da risolvere e idee da mettere in pratica. 
Il mio ultimo progetto, Birraio Artigiano, è online, e spero che raccolga un buon numero di iscritti per l'anno prossimo.
L'altro mio progetto, Microtorrefazione, continua a prendere piede, e da oggi saremo online con lo shop per chi vuole comprare il nostro caffé tostato artigianalmente.
Inoltre altri siti, progetti, brochure, storie da raccontare, che prenderanno piede a breve.
Opportunità che a volte mi spaventano, a volte mi esaltano.
E una valigia di nuovo da preparare, perché il prossimo weekend partiamo e andiamo tutti e tre in Grecia per un paio di settimane.

venerdì 19 giugno 2015

Tre stagioni dopo


(warning: post ad alto contenuto di melassa e sdolcinatezze materne)





Ultimo giorno di asilo.
Sono passate tre stagioni da quel giorno di fine Settembre in cui entravamo all'asilo, mano nella mano, un po' emozionati e spaesati. I tuoi occhi che si illuminavano e un po' si incupivano al pensiero di restare senza la mamma.
I mesi in cui hai imparato a giocare con gli altri bambini, a disegnare, a pranzare con loro e anche a dormire con loro. Avete piantato un orto, dipinto ritratti, cantato canzoni. Abbiamo fatto una lanternata tutti insieme a Natale, nel buio della sera, e la lanterna è ancora lì in salotto, uno dei tuoi tesori più cari.




Abbiamo ricevuto regali fatti a mano, bigliettini vari, sacchetti con vestiti sporchi di pipì, fango, erba, colori. Abbiamo imparato a conoscere i compagni di classe e la mamma si è anche sforzata di socializzare un po' con le altre mamme (non ci sono riuscita un granché... ma questo meriterebbe un post a parte).
E ora è già Giugno, e tu sei diventata una bimba grande. L'anno prossimo non sarai una dei "piccoli", ma una dei "medi", come la dicono qui. Ci sono amici tanto cari che l'anno prossimo non vedrai più perché andranno alle elementari o traslocheranno, ma io non ho il coraggio di dirtelo perché non voglio vederti soffrire. Lo so, sono una mamma debole da questo punto di vista.
È stato un anno meraviglioso, piccoletta mia. Che bello vederti crescere e imparare a fare cose nuove. I tuoi occhi brillano quando raggiungi un nuovo obiettivo, e corri subito a renderci partecipi di questo traguardo, che sia esserti lavata i denti da sola o avere disegnato il tuo ritratto o avere completato il puzzle delle principesse.
Ora inizia l'estate delle avventure. Ci saranno mari, monti, aerei, valigie, caldo (spero) e fresco (spero!). Cartoline che abbiamo promesso di scrivere. Spiagge che abbiamo promesso di scoprire.
Tu continui a dire che vuoi preparare la valigia per le vacanze e che vuoi metterci tutti i tuoi giochi.
Luciottina mia, te le sei proprio meritate queste vacanze!




venerdì 12 giugno 2015

L'insalata di riso

Yum


Leggo sulla bacheca dell'asilo di Lucia che venerdì 12 Giugno ci sarà la festa di fine anno. In giardino. Con giochi e mangiare. Evviva!

Ognuno porti qualcosa, dice la tabella. Scrivete nome del bimbo e segnatevi un antipasto, piatto principale, dolce e bibita.

Inizio a sudare freddo. Man mano che passano i giorni si aggiungono nomi e pietanze alla lista, e lì capisco che non ce la farò mai. La mamma giapponese porta il sushi. La mamma francese porta pane, formaggio e vino rosso (per i bambini?). La crunchy mama dal marito africano porta il taboulé, il the caldo e i muffin al cioccolato. La mamma-alfa porta lasagne alle verdure e macedonia.

Per fortuna che, nel marasma di nomi e cose da mangiare, compaiono anche le povere disperate come me, che contribuiranno alla festa di fine anno con cibi sani e naturali come la pizza surgelata, i sottaceti e le chips.

E io? Come posso contribuire a questo dispiegamento di cibarie? Con la cosa che per me ha sempre voluto dire estate e festa.

L'insalata di riso.

No, non vi darò la ricetta per l'insalata di riso, perché fare un'insalata di riso non è, a mio avviso, cucinare. Però vi darò 10 semplici trucchi per fare una buona insalata di riso.

10 trucchi per una perfetta insalata di riso

1) Scegliete il riso giusto.
Sembrerà scontato, e invece no. C'è chi usa quello che trova, con risultati orrendi, riso appiccicoso e gommoso. Ci vuole un riso con poco amido, e assolutamente ci vuole il riso "parboiled", meglio ancora se di tipologia fatto apposta per le insalate.

2) Scegliere il condimento giusto.
Le conserve sono vostre amiche, nell'insalata di riso. Per questo mi piace tanto farla: alla fine diventa una scusa per svuotare la dispensa. L'insalata di riso perdona molti accostamenti, quindi siate originali. Un vasetto di condimento standard alle verdure come base, e poi magari dei peperoni sottaceto, dei pomodorini secchi, del mais, o dei carciofi. Immancabili le olive.

3) Proteine assortite.
Abbinatene due o tre per renderla bella saporita. Alcuni esempi: tonno, cubetti di prosciutto, wurstel a fettine, formaggio a cubetti, lenticchie, ceci.

5) Condite a caldo...
I famosi vasetti di condimento per insalata di riso sono perfetti da versare sul riso appena scolato. In questo modo si amalgameranno meglio i sapori.

6) ...ma il formaggio a freddo!
Ho fatto questo errore una volta. Ho buttato i formaggio a cubetti sul riso appena scolato, insieme al resto dei condimenti. Il formaggio si è semi-sciolto, e poi ri-solidificato, formando delle orrende palline di formaggio semifuso agglomerato con riso. Una schifezza.

7) Fatela prima!
Sembrerà scontato, ma l'insalata di riso va preparata almeno il giorno prima. Va dato al tempo agli ingredienti di unirsi bene, e soprattutto... deve essere fredda. Una volta mi hanno invitato a una grigliata di amici, arriviamo alle 12 e li vedo in cucina che stanno buttando il riso per l'insalata. Non potete capire il mio orrore, mangiare insalata di riso tiepida. No no no.

8) Spezie e verdure fresche di stagione.
Se avete delle erbe aromatiche in vaso a portata di mano, saccheggiatele. Prendete prezzemolo, basilico, timo, rosmarino. Anche la menta, se c'è. Tritate finemente. Darete una botta di aroma estivo alla vostra insalata e diventerà fenomenale.
Se avete pomodorini, fateli a fettine e aggiungeteli.

9) Olio e limone sono vostri amici.
Mettetene in abbondanza prima di infilarla in frigo a raffreddare. Servitela il giorno dopo con la bottiglia e il limone a spicchi a portata di mano, e prima di servirla date un ritocco al limone.

10) Fatene un po' di più.
Abbondate sempre con le porzioni, perché l'insalata di riso si conserva bene e, finita la festa, potreste ritrovarci con la cena o il pranzo del giorno dopo già fatti.


martedì 26 maggio 2015

In treno all'Expo!






Alcuni di voi lo sanno già, ma io a inizio Maggio ho avuto la fortuna di andare in giornata all'Expo, in uno dei primi giorni di apertura.


Ci sono andata per lavoro, comodamente cullata dal treno speciale per l'Expo che parte da Lugano al mattino e torna la sera.

Ho camminato come una disperata, fatto foto a non finire, esplorato, assaggiato.



Sono tornata e ho condensato la mia esperienza in pochi paragrafi. In particolare, parlando del Padiglione Svizzero dove fanno appello al tuo self-control per non svaligiare i quattro piani di cibo e lasciarne un po' anche per gli altri. E la gente si dimostra per quello che davvero è.


Ed ecco qui il frutto del mio giorno di visita all'Expo, pubblicato sul sito ufficiale delle Ferrovie Svizzere!

Voi avete già visitato l'Expo?
Noi in un mese ci siamo stati già due volte. Tra un po' vi racconto com'è andarci con una bimba di tre anni e mezzo.

martedì 19 maggio 2015

Quell'hippie sessista di Barbapapa

Oggi è il giorno in cui Barbapapà festeggia 45 anni.

Io ci sono cresciuta, con questi simpatici amici colorati e multiformi. Sfogliavo i loro libri ossessivamente tra i 4 e i 7 anni. Sono passati decenni, ma i Barbapapa sono tornati di moda, così tanto che ora anche Lucia è piena di loro libri, pupazzi e persino un paio di magliette.









Si sa, fai leva sul genitore perché acquisti oggetti amarcord per i propri figli.

Così mi ritrovo a rileggere i libri di Barbapapà con occhi da adulto... e "resto di stucco" di fronte al pensiero radical-ambientalista-hippie-antimoderno che lo ha generato. Premessa: negli anni 70 in cui sono stati scritti le cose erano diverse. Lo scopo era educare le nuove generazioni all'amore per la natura e a proteggere la terra. Ma se si guardano bene, i Barbapapà sembrano una versione per bambini di una comune di hippie.
Una comune hippie vagamente sessista.

I Barbapapà vorrebbero vivere in una vecchia villa abbandonata, occupata abusivamente e dipinta a colori vivaci, ma arriva il piano regolatore a costruire dei palazzi nuovi.
Offrono loro un appartamento, ma a loro vivere nel grattacielo non piace.
I Barbapapà detestano la città.
Allora costruiscono una villa fatta di Barbaplastica (wtf?) su una collina. E piantano il loro orto.
I Barbapapà probabilmente sono vegetariani perché mangiano solo frutta e verdura e uova.
Ma arrivano le ruspe a scacciarli anche da lì: si chiama abusivismo edilizio, Barbapapà.
Ma loro lanciano contro le ruspe delle palle di Barbaplastica incandescente (wtf?) che li fa andare via.



In altre storie:

I Barbapapà vanno a scacciare dal mare le brutte navi che inquinano.
Mi piace come negli anni '70 fosse ancora chiara la separazione tra i cattivi che inquinano e i buoni che sono ecologici.




I Barbapapà vanno a scacciare i cattivi cacciatori che vogliono fare una pelliccia di ogni animale sulla terra.



I Barbapapà si rompono le palle della terra inquinata, salgono su un razzo e vanno su un altro pianeta più verde e pulito insieme a tutti gli animali.
L'uomo si sente solo e triste senza gli animali, allora pulisce tutto e inventa l'energia pulita e i mezzi pubblici. Così Barbapapà e tutti gli animali tornano sulla Terra.
wtf? 

I Barbabapà ricevono per Natale degli animali esotici in regalo, ma li riportano nella loro terra madre perché gli animali devono stare liberi nel loro ambiente.

Ecco, i Barbapapà sono dei radicali ambientalisti figli dei fiori.
Gente moderna, insomma.

Però...
Però hanno chiaro il ruolo della donna nella famiglia.
Barbamamma cucina e pulisce e rassetta.
I figli maschi hanno la passione della scienza, la natura lo sport, l'arte.
Le figlie femmine? Beh, ovviamente... la bellezza, la danza, le collane, la musica, i libri.

Insomma, radicali e moderni ma mica troppo, signora mia. Che le donne in casa devono stare.

Detto questo, è impossibile non innamorarsi delle illustrazioni ricche di dettagli e dei bellissimi spaccati dell'interno di case e del terreno.


E voi a quale Barbapapà volevate assomigliare di più? Da brava secchiona, io puntavo a Barbottina... Lucia invece (inspiegabilmente, visto il grado zero di profumi e cotillion a cui viene sottoposta) punta a Barbabella!

venerdì 15 maggio 2015

Un giorno al Lido

Abitiamo a un chilometro dal lago e non lo sfruttiamo mai abbastanza. Aspettiamo che arrivi il weekend per andare sempre altrove, Italia, estero, Svizzera interna, perché sotto sotto Lugano ci sembra noiosa.

Invece ogni tanto dovremmo prenderci un giorno per apprezzare i pregi della cittadina che ci ospita, soprattutto con l'arrivo dell'estate che ne tira fuori il meglio.

Come ad esempio ieri. Giorno di festa per la Svizzera, Ste che va in giornata a visitare Expo, io con Lucia e mia mamma e fuori un bel sole e caldo primaverili, molto fuori stagione.

È la giornata da spiaggia.



La pupa è già sveglia dalle 7.30 e non vede l'ora di uscire. Ha fatto la borsa la sera prima e mentre io preparo panini, insalata, teli e giochi vari mi saltella intorno tutta felice.

Arriviamo al Lido di Lugano che sono le 10.30 e il sole già splende.




Il Lido di Lugano è una struttura del 1928, piena di dettagli vintage, con una spiaggia di sabbia chiara e fine, cabine, tanto prato e tanti alberi, e soprattutto quattro piscine meravigliose: la classica olimpionica per chi vuole fare una nuotata, quella dei tuffi per i coraggiosi, con trampolini sempre più alti, quella "da puccio" per i non nuotatori, e una gigantesca piscina per bambini con scivoli, getti d'acqua, tunnel, cascate e fontane.



Dentro il Lido c'è un bellissimo bar ristorante con divani coloniali e baracchino chiringuito, che d'estate è aperto al pubblico per aperitivi sulla spiaggia e cene al fresco. Anche qui, un pezzo di estate dietro casa.

Entrare al Lido è come varcare una porta magica, soprattutto per me che a queste cose da città balneare non sono abituata. Fuori, la gente normale, dentro la vacanza. Appena entri ti arriva al naso l'odore del legno scaldato dal sole e quello del prato bagnato mischiato al cloro e alla crema solare. Di sottofondo senti anche il profumo delle patatine fritte e della macchina dei popcorn.

In un istante ti senti al mare, in vacanza, lontano da lì.




Lucia si diverte tutto il giorno, senza mai fermarsi neanche per una nanna. Gioca con la sabbia, costruisce piscine sul bagnasciuga, gioca nella piscina dei bimbi insieme ai suoi amici dell'asilo. Io e mia madre di stendiamo sui lettini vista lago, nella zona più all'ombra e tranquilla, e ci godiamo la giornata.



All'ora di pranzo divoriamo panini, insalata di ceci, frutta, e poi ci sdraiamo sui lettini a riposarci. Mangiamo ghiaccioli e granite come se fosse Ferragosto. E invece siamo a Lugano, a casa, a pochi metri dal nostro palazzo, ed è incredibile. Perché non lo facciamo più spesso?

Arriva l'ora di tornare, Lucia è recalcitrante ma stanca morta. Arrivati a casa giusto il tempo di fare una doccia prima di spalmarsi sul divano, completamente cotte. Io mi metto il doposole sulle spalle, perché nonostante la protezione 20 SPF mi sono bruciata la schiena, a furia di stare in piedi a bordo piscina.


Lucia ci fa promettere solennemente di tornare altre volte al Lido. E visto il successone, ci contiamo tutti quanti!


Lido di Lugano
Via Lido - 6900 Lugano
Tel +41 58 866 68 80
Email sport@lugano.ch 

Biglietti e abbonamenti (pdf)

Giorni e orari di apertura
  • Maggio: lu-do 09:00-19:00
  • Giugno, Luglio e Agosto: lu-do 09:00-19:30
  • Settembre: lu-do 09:00-19:00
Aperture speciali
  • Piscina olimpionica aperta dalle ore 7:00 con entrata da cassa Foce
  • Dal 23 giugno al 27 agosto il martedì e il giovedì apertura fino ore 20:30

mercoledì 13 maggio 2015

Muffin alle fragole fresche





 Quando Lucia si sveglia dalla pennica della domenica, è tutta arruffata e accaldata, e ti guarda con aria torva dal letto.


"Io per merenda voglio la torta alle fragole"

E io provo a spiegarglielo, che la torta ci impiega una vita a farsi, e soprattutto non ho mai fatto una torta alle fragole in vita mia. Lucia mi guarda con l'aria di chi sta parlando a una deficiente.

"Ma mamma, è facile fare una torta alle fragole! Prendi la farina, il latte, le uova, le fragole, e fai la torta!"

Ho in casa una piccola Nigella e non lo sapevo.
Eccoci qui dunque, qualche minuto dopo, Lucia ancora mezza addormentata ma in piedi vicino a me sullo sgabello da aiutante in cucina. L'ho convinta a fare le "tortine" con le fragole, che ci mettono meno a farsi.

Muffin alle fragole fresche

Ingredienti
per 12 muffin

60 ml Olio di semi di girasole
120 ml Latte intero
1 Uovo
1 Pizzico di sale
1/2 Bustina di lievito vanigliato (circa 9 g)
100 g Zucchero di canna
220 g Farina 00
150 g Fragole fresche

Preparazione

Lavate e pulite le fragole. Tagliatele a pezzettini.
In una ciotola mischiate gli ingredienti liquidi: prima olio, poi latte, poi uovo. Sbattete leggermente con un frustino.
In una ciotola più grande mischiate gli ingredienti secchi: sale, lievito, zucchero, farina.
Buttate le fragole nel composto secco in modo che si infarinino per bene.
Aggiungete la ciotola con gli ingredienti liquidi e amalgamate.
Foderate lo stampo per muffin con i dischetti appositi di carta.
Mettete l'impasto a cucchiaiate nei 12 stampi.
Infornate a 190° per 25 minuti o fino a che lo stecchino non risulta asciutto.

Fare raffreddare almeno 10 minuti prima di servire.

Deliziosi e pronti in poco poco tempo.

lunedì 11 maggio 2015

La verità, vi prego, sui prodotti nostrani

In Ticino la parola nostrano piace.
Se ne riempiono tutti la bocca.
Nostrano è la versione ruspante di "local", o come piace in Italia, "a chilometro zero".
Il ticinese comprerebbe qualsiasi cosa, purché ci sia sopra il bollino "nostrano". Non per niente il marchio Ticino, un bollino con lo scudo del cantone, è una caratteristica molto ambita per i prodotti. Lo so perché è un campo in cui lavoro io, e ho litigato per mesi, con il comitato "marchio Ticino", perché il proprietario del birrificio voleva assolutamente il bollino sulle nostre bottiglie di birra. Perché altrimenti la birra non vendeva, e a modo suo aveva ragione.
Basti vedere campagne della GDO meravigliose come "Nostrani Dentro" di Migros o "La Mia Terra" di Coop.
Io col tempo ho imparato ad accettare, questa deformazione tipica del posto in cui vivo. Questa simpatica ritrosia a provare cose "non di qui". Questa adorabile persistenza del vivere in modo autarchico e retrogrado.
Poi però vado al supermercato Coop Resega a comprare delle cibarie, e mi cade l'occhio qui


Lo vedete anche voi vero?
Cetrioli nostrani.
Spagna.
Serra.
Ah. E allora spiegatemi, nostrani in che senso? Nostrani per coglionare il compratore del supermercato?
Nostrani perché, per uno spagnolo, sono prodotti local?
Sorvolerò sul fatto che in Italia i cetrioli costino € 1,00 al chilo, quindi 1/4 di quanto li paghiamo qui in Ticino. Però eh cara signora, qui sono cetrioli nostrani. Mica come i suoi cetrioli italiani che chissà da dove arrivano.
Ehm, veramente...
Sarà mica che nostrano è la coperta di Linus che usano per fare stare tranquilli i clienti locali?

giovedì 30 aprile 2015

Con la valigia sempre aperta

Viviamo così in questo periodo.
Con la valigia sempre aperta in un angolo della stanza.
Non c'è tempo di svuotarla e fare il bucato che subito ripartiamo.




Due giorni a Zurigo, a fare i turisti in Svizzera.
Con annessa visita a San Gallo e alla meravigliosa biblioteca dell'Abbazia, e ovviamente visita allo Zoo di Zurigo. Perché abbiamo scoperto che Zurigo ha uno zoo meraviglioso, e anche noi ci esaltiamo tanto quanto Lucia a vedere gli animali e scoprire la natura.
L'emozione di entrare da Jelmoli e vedere che hanno una sezione di prodotti di Fortnum & Mason. Poter riportare a casa un po' di confezioni di the e un pezzo di Londra. Solo questo vale il viaggio.





Tre giorni a Scardovari per Pasqua, perché nonostante il dolore della perdita Scardovari è casa nostra, la nostra famiglia, il nostro sangue, e mai avrei pensato di affezionarmi così tanto alle lagune, le lingue sabbiose, il tempo che non perdona, gli innumerevoli cani e la costante, affettuosa accoglienza che ritroviamo ogni volta.
Scardovari ha l'odore del mare che entra in ogni angolo, il vento che fischia tra le imposte, la familiarità di un eremo in cui rinchiudersi e sentirsi lontano dal mondo, dalla quotidianità, da tutto e tutti, incredibilmente e meravigliosamente isolati e felici.




Quattro giorni a Milano dalla madre, che si è operata di cataratta.
Una operazione di routine, dicono, ma comunque non una passeggiata quando ti toccano gli occhi. E io che per qualche giorno ritorno ragazza, senza marito e figlia, nella casa di mia madre dove ci si sente subito a casa, con gli odori e i ricordi familiari. Milano che è sempre viva e sporca e stupenda. Il mio computer sul tavolo del salotto e lavorare fino a tardi, la notte, con la compagnia di un bicchiere di amaro e lo sferragliare del tram sotto le finestre.





Un giorno, al volo, a Lucerna.
Per visitare il Museo dei Trasporti, nostra grande passione.
Treni, aerei, macchinari, Lucia al massimo del divertimento.
Adoro Lucerna, una città che sembra sempre felice e in pace con se stessa. Ha i monti, il lago, la natura, i battelli, dei paesaggi meravigliosi. È una versione più grande, moderna e bella di Lugano. A volte mi dico che mi piacerebbe andare a vivere a Lucerna, che mi troverei bene in questa città.

E oggi?

Oggi altra valigia, pit stop a Milano e un altro treno da prendere.
Stavolta puntiamo al Sud, mentre tutto il mondo viene a Milano noi scappiamo e andiamo vicino a Benevento, nel paese da cui veniva mio nonno, a ritrovare un altro pezzo di famiglia.

Perché in fondo che gusto c'è a restare fermi? Come dicono, "A rolling stone gathers no moss", e noi di muffa in questo periodo sicuramente non ne faremo.

martedì 14 aprile 2015

Disney Princess dal vivo

Alla frase "vediamo un film?" si scatena.
Inizia a elencare titoli, nomi, personaggi, fino a che non si trova qualcosa che vada bene a tutti.
Si carica il film e la mamma schiaccia play.
Inizia la proiezione.
E inizia la performance.
Sì, perché Lucia non è la bimba che osserva passivamente, spalmata sul divano, un cartone della Disney. Oh no. Lucia è interattiva. Empatica. Vive anche lei le emozioni sullo schermo.
Quando guardiamo La Bella e La Bestia corre in camera a infilarsi improbabili vestiti a balze e trascina Ste in un ballo romantico.
Quando guardiamo Frozen scatena immaginarie tempeste di ghiaccio e lancia la sua corona dall'altra parte della stanza.
Quando guardiamo Il Libro della Giungla chiacchiera con il gigantesco peluche serpente dell'Ikea, chiamandolo Ka.
Ieri abbiamo guardato La Bella Addormentata. È corsa a mettersi le ali da fata, il cappello, la bacchetta. Ha decretato che lei era Flora e io Serenella. Il papà era Malefica, oppure il principe Filippo, a seconda del momento. Ha lanciato incantesimi e fatto torte e vestiti con la forza della magia. Ha salvato il principe Filippo dalla perfida Malefica. Si è trasformata nella Bella Addormentata giusto sul finale, per farsi baciare dal principe e poi ballare con lui un valzer in mezzo al salotto mentre scorrevano i titoli di coda.



Insomma, è come vedere una versione junior del Rocky Horror Picture Show.

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