giovedì 5 marzo 2015

In difesa di Peppa Pig

Qualche mese fa vi avevo deliziato di un post dedicato a Peppa Pig. Era entrata nella nostra vita ed era diventato l'unico vero amore di Lucia.

Peppa è rimasto uno dei grandi amori della nostra pupa. Uno di quelli che si guardano quando ci vogliamo rilassare un po'. Una presenza così forte nella nostra quotidianeità da diventare un inside joke quando citiamo o imitiamo alcuni personaggi o alcuni episodi. È diventata persino la fiaba della buonanotte, perché Lucia mi chiede a volte di raccontarle una storia di Peppa prima di dormire.

"Quanto detesto Peppa Pig." ha esclamato qualche tempo da una signora durante un corso al quale stavamo partecipando. Eravamo dediti tutti a imparare la sublime arte della calligrafia quando, tra una chiacchiera e un'altra, lei se ne esce con questa frase "Peppa Pig è orribile. È disegnata malissimo. Non ha prospettiva. Non ha il minimo di arte. È proprio diseducativa per i bambini."

Eh no.

E adesso mi trovi, bella mia.

Perché Peppa Pig, se mi permetti, è geniale.

Peppa è disegnata come disegnerebbe un bambino di cinque anni. Le ombre e le prospettive a cazzo, le braccia fatte a stecchino, i disegni stilizzati, i colori pastello. Sono elementi familiari e rilassanti per un bambino, perché sono come li farebbe lui.

Peppa è educativa. Perché nelle puntate di Peppa non c'è praticamente il minimo conflitto. Ci sono solo scene della vita di Peppa, in cui tutti si ritrovano. Quando vanno a fare la spesa, e il papà infila di nascosto una torta al cioccolato nel carrello. Quando nasce il cuginetto e vanno a trovarlo. Quando si va a scuola di danza. Quando i nonni vengono a fare i babysitter e si addormentano sul divano. Quando vanno in vacanza, al mare, in montagna, al parco giochi, al museo.

Sono storie semplici in cui qualsiasi bambino si ritrova, perché le vive o le ha vissute quotidianamente. E da quelle storie impara: impara che quando c'è vento i cappelli volano via, che al supermercato si fa la lista della spesa, che giocare è bello, che non si deve litigare con gli amici, che il fratellino piccolo va compreso e coccolato.

I genitori di Peppa sono dei grandi. Sono fermi, danno delle regole, ma non si arrabbiano mai. Non perdono mai la calma e il sorriso. Sono pasticcioni e un po' incasinati proprio come sei tu, genitore. Peppa e gli altri bambini sono dei bambini normali, a volte fanno disastri e chiedono scusa, a volte chiedono cose con insistenza, e i genitori spiegano loro perché questa cosa non si può fare.

Dimenticavo: tutto questo condensato in episodi di 5 minuti l'uno. Bellissimo.

Insomma, mi duole ammetterlo ma, dopo il mio iniziale dubbio, Peppa è un modello di comportamento per i bimbi in età prescolare. Molto meglio delle Principesse Disney o della orribile Casa di Topolino.

Una cosa però va detta: tanto è bellino il cartone quanto sono fastidiosi, onnipresenti, noiosi, costosi e inutili tutti gli accessori-suppellettili-giochi-riviste-uovadipasqua-vestiti-cazzatine varie a marchio Peppa. Lo stanno spalmando praticamente dappertutto. Ecco, queste cose evitatele.

E piuttosto prendetevi cinque minuti per guardarvi una puntata extra. Come questa, che ormai vi potrei raccontare a occhi chiusi, in cui la famiglia Pig va a fare la spesa!


2 commenti:

Mamma in Oriente ha detto...

Concordo con te in tutto!
A noi piacciono anche i libri, fra i quali abbiamo anche questo della spesa.

NonPuòEssereVero ha detto...

Io però tutto questo tempo per fare la spesa non ce l'ho :P

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