lunedì 11 maggio 2015

La verità, vi prego, sui prodotti nostrani

In Ticino la parola nostrano piace.
Se ne riempiono tutti la bocca.
Nostrano è la versione ruspante di "local", o come piace in Italia, "a chilometro zero".
Il ticinese comprerebbe qualsiasi cosa, purché ci sia sopra il bollino "nostrano". Non per niente il marchio Ticino, un bollino con lo scudo del cantone, è una caratteristica molto ambita per i prodotti. Lo so perché è un campo in cui lavoro io, e ho litigato per mesi, con il comitato "marchio Ticino", perché il proprietario del birrificio voleva assolutamente il bollino sulle nostre bottiglie di birra. Perché altrimenti la birra non vendeva, e a modo suo aveva ragione.
Basti vedere campagne della GDO meravigliose come "Nostrani Dentro" di Migros o "La Mia Terra" di Coop.
Io col tempo ho imparato ad accettare, questa deformazione tipica del posto in cui vivo. Questa simpatica ritrosia a provare cose "non di qui". Questa adorabile persistenza del vivere in modo autarchico e retrogrado.
Poi però vado al supermercato Coop Resega a comprare delle cibarie, e mi cade l'occhio qui


Lo vedete anche voi vero?
Cetrioli nostrani.
Spagna.
Serra.
Ah. E allora spiegatemi, nostrani in che senso? Nostrani per coglionare il compratore del supermercato?
Nostrani perché, per uno spagnolo, sono prodotti local?
Sorvolerò sul fatto che in Italia i cetrioli costino € 1,00 al chilo, quindi 1/4 di quanto li paghiamo qui in Ticino. Però eh cara signora, qui sono cetrioli nostrani. Mica come i suoi cetrioli italiani che chissà da dove arrivano.
Ehm, veramente...
Sarà mica che nostrano è la coperta di Linus che usano per fare stare tranquilli i clienti locali?

Nessun commento:

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails