lunedì 10 agosto 2015

Metti una sera al Pardo

Dire che amo il cinema è dire poco. Non c'è un momento della mia vita in cui un film non sia stato parte integrante di quello che vivevo.
Ho passato la mia adolescenza a consumare voracemente film di ogni tipo, in cassetta o al cinema, con amici, genitori, parenti, anche da sola. Ho appeso poster, seguito cerimonie, guardato documentari sul dietro-le-quinte, ascoltato colonne sonore.
La prima cosa di cui abbiamo parlato io e Ste, prima ancora di metterci insieme, è stata un Cineforum di Milano. Mi sono laureata in Storia del Cinema, e uno dei miei primi lavori è stato per una casa editrice che pubblicava libri sul cinema.
Potete capire, quindi, la mia emozione quando quest'anno ho avuto la fortuna di poter partecipare all'inaugurazione del Festival del Film di Locarno.
La conversazione che ha portato alla mia partecipazione è andata più o meno così:

D: "Ciao Ale, vorresti andare a nome nostro all'inaugurazione del Festival di Locarno? Ci hanno invitato"
A: "Certo, che bello, adoro il cinema!"
D: "Ottimo, perché sarai sul red carpet a pochi centimetri di distanza da Edward Norton"
A: (sviene)




E così mercoledì scorso è stata la grande serata.
Mi sono armata di trucco e parrucco.
Vestito a stampe etniche retro preso da H&M (questo), ballerine in satin dorate (sempre H&M), una borsa strepitosa di Stella McCartney regalatami dalla dolcissima Alice anni orsono (questa) e ovviamente un insieme di gioielli vintage di famiglia tra cui collane d'argento africane, bracciali d'oro a forma di foglia e grossi anelli d'ambra.
Insomma, sembravo pronta per un red carpet del 1971.

Io e Ste arriviamo a Locarno ed è tutto stranissimo. Piazza Grande gremita di gente. Transenne, security, folla di vario tipo. Un sacco di gente che va e viene. Mi danno il badge.
Oh mio Dio, il badge dell'addetto stampa per un red carpet.
Muoio.



Ripenso alla me stessa di tredici anni, che guardava e riguardava ossessivamente la registrazione della Notte degli Oscar, e vorrei dirle che dai, non è proprio la notte degli Oscar, ma ci sei arrivata paurosamente vicina a coronare il tuo sogno.



Segue una mezz'ora di puro divertimento: mi piazzo tra i fotografi, sfodero il mio telefonino, attendo il momento ed eccolo lì, Edward Norton in carne e ossa, a meno di un metro da me.
Freno l'istinto di scagliarmi in mezzo al red carper e gettarmi addosso a lui. Non sarebbe professionale.

In compenso mi godo lo spettacolo dei paparazzi che cercano di portarsi a casa un ritratto. Io nel mio piccolo sono riuscita a scattargli qualche foto più che decente, e sono soddisfatta.


Mi siedo in Piazza Grande e assisto a cerimonia e film di inaugurazione (Ricki and the Flash) seduta nella comoda sezione stampa/VIP. Mi sento come sempre un pesce fuor d'acqua, ma non lo nota nessuno. In queste situazioni temono tutti di avere accanto qualcuno di famoso e di non averlo riconosciuto, e quindi mi basta darmi un minimo di tono per mischiarmi alla perfezione con l'ambiente.



Spero che da qualche parte ci sia una giornalista che si chiede in quale film comparirà quella buffa ragazza con il vestito colorato che ha visto la sera della prima.


Finita la serata, io e Ste torniamo alla macchina mangiandoci un cono gelato, come quando si tornava a casa dai "diciottesimi" al liceo e si andava a festeggiare ordinando panini da McDonald in abito da sera. Ci sentiamo incredibilmente esaltati da questa serata di stelle e paparazzi, e parliamo degli anni passati al Cineforum del Don Bosco a Milano, i primi anni in cui stavamo insieme, l'appuntamento fisso della settimana a strappare biglietti di ingresso e poi infilarci in sala a guardarci anche noi il film.
Potete vedere nei nostri sorrisi ebeti quanto ci è piaciuta come serata!



Quando dico che amo il cinema non mento. Ogni bel ricordo della mia vita è in qualche modo collegato a un fim. E ora ne ho aggiunto un altro.

E da questa serata è nato il mio ultimo articolo su Newlyswissed: 10 Things I Learned at Locarno Film Festival

1 commento:

Pellegrina ha detto...

Che bello! a me non fa lo stesso effetto, ma si capisce che ti ha resa felicissima, anzi VI ha reso felicissimi.

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