giovedì 15 gennaio 2015

Aspettative realistiche

Propositi per l'anno nuovo, edizione 2008-2014:

- Alzarmi presto
- Fare più movimento
- Mangiare sano
- Stare all'aria aperta
- Godermi gli amici e la famiglia
- Essere serena
- Leggere tanti libri
- Provare nuove ricette
- Fare più fotografie
- Essere artistica
- Curare un progetto fai-da-te

...vabbeh.
Poi sappiamo tutti come va a finire.

E invece quest'anno siamo seri.
Non chiedo tanto.

Propositi per il 2015:

- Restare sveglia oltre le 22

Perché è da quando è iniziato il nuovo anno che io, intorno alle 22, mi addormento. Ovunque mi trovi, a tavola, a cena con amici, in macchina, sul divano, a letto, al cinema.
Quindi invece che inverosimili aspettative su cosa vorrei fare quest'anno, iniziamo a lavorare su qualcosa di verosimile. Tipo riuscire a vedere almeno 30 minuti di televisione prima di crollare svenuta sul divano.

Ah, la vita spericolata.

martedì 13 gennaio 2015

La città in bianco (Milano, 1985)


Era il 1985 ed era il mio ultimo anno d'asilo.
Ed era tutto bianco.
Neve dappertutto.
Mi ricordo intorno a casa mia, Piazzale Brescia, con così tanta neve che sembrava di essere in montagna. Io che camminavo e intorno a me c'erano letteralmente delle mura di neve che mi arrivavano fino alle spalle. L'aria fredda che ti gela le narici.
Mi ricordo mio papà che per andare in tribunale al mattino si metteva i Moon Boot (mitici oggetti fashion degli anni '80, in casa nostra rigorosamente rossi o blu), la tuta da neve, e le scarpe e il completo da lavoro nello zaino. Camminava, arrivava al lavoro, andava in bagno e ne usciva preciso e ordinato come se niente fosse. Tipo James Bond con lo smoking sotto la tuta da sommozzatore.

 
Mi ricordo i vetri appannati della cucina della nonna, che cucinava mentre fuori era tutto innevato. E io stavo a casa con lei, rintanata al caldo, perché fuori si era fermato tutto quanto.
Sono passati trent'anni dalla Grande Nevicata di Milano, e ancora se ne parla con l'aria epica di chi ha vissuto qualcosa di memorabile.

domenica 4 gennaio 2015

Dannate feste

Che una inizia con il migliore dei propositi, e si carica in macchina bimba, valigie e regali e va a Milano. E fino alla sera del 24 riesce anche a tenere tutto in fila.
I regali, le amiche incontrate per gli auguri, i ridicoli cappelli di Natale che fanno atmosfera (grazie, negozio cinese di cianfrusaglia che ha aperto sotto casa di mia madre: per Lucia è come il paese dei balocchi), la cena, malinconica ma comunque gradita, a quella che fino a un mese prima era la casa del nonno.
Poi la mattina di Natale è tutto bello, Lucia contentissima per i regali, e inizi a capire davvero che la cosa più bella delle feste è vedere la gioia sui volti dei propri bimbi.
Tutto commovente, se non che io mi sono svegliata totalmente priva di voce. E Ste una leggera influenza.
Da quel momento in poi è una ecatombe. Una specie di calendario dell'avvento dei malanni che non si arresta più:

26: Ancora senza voce + mal di testa.
27 (viaggio Milano - Crotone): Gastrite, nausea, gastroenterite, tosse secca.
28-30: Sinusite, tosse secca, raffreddore, gastroenterite.
31: Vago miglioramento MA: Ste e Lucia con 39° di febbre. Capodanno passato a letto tutti e tre, svegliati dai botti di Crotone, un vago augurio di Buon 2015 nel sonno e di nuovo a dormire.
Nel mentre zie e zii di Crotone cadono ammalati uno dopo l'altro, perché dovunque andiamo portiamo amore, affetto ma soprattutto i pericolosi bacilli di Lucia. Anche la zia di Milano si porta come ricordo sulle piste da sci uno strascico di influenza di cui ci riteniamo più o meno responsabili.
1 (viaggio Crotone - Milano): Il picco. Aereo, automobile, il delirio di un volo Ryanair con il malessere dell'influenza. Lucia vomita due volte in aeroporto (una a Crotone, una a Milano, per par condicio. E noi puliamo tutto e ci scusiamo con il vicino di sala d'attesa che probabilmente dovrà buttare un paio di Hogan). Ste con febbre leggera e tosse e nausea, io con un mal di testa crescente e raffreddore, e arrivata a casa a Lugano scopro di avere 39°
2-4: Io con febbre a 39.5° fissa per quasi un giorno e mezzo, calmata solo da massicce dosi di tachipirina, spremute di arancia e pezze fredde sulla fronte. Ho un vago di ricordo di aver passato un pomeriggio a dormicchiare con Downton Abbey a loop in sottofondo (benedetto Netflix). Nel frattempo Ste e Lucia migliorano ma resta a tutti una bella tosse da tabagista.

È vero quello che dicono: il tuo corpo sente che sei andato in vacanza e abbatte le barriere, fa salire a galla gli acciacchi, le malattie, i dolori che hai accumulato nel tempo, e scopre il fianco molle all'attacco di virus e bacilli. Insomma, è da Natale che non stiamo in piedi tutti e tre in contemporanea.

Ed eccoci qua, la sera del 4 Gennaio. Per fortuna che a) il Capodanno non è mai stata una ricorrenza che ho festeggiato con grande passione b) ci siamo comunque goduti Natale, Crotone e i parenti quanto possibile c) non avevamo programmato grandi viaggi per le vacanze di Natale, perché ammalarsi a casa della zia è un conto, ma ammalarsi in spiaggia alle Maldive penso sia un giramento di balle non da poco.

Ma soprattutto, meno male che domani torniamo alla routine, così i vari impegni, le preoccupazioni, lo stress e tutto il resto renderanno nuovamente i nostri corpi duri e pieni di tossine e tesi come delle corde di violino e impermeabili (spero!!) ai malanni.

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